Shin-On. Un suono dal cuore della natura

Ho incontrato il Maestro Shuhei Matsuyama e la sua arte nel suo laboratorio di Milano. E’ una persona semplice e cortese come si po’ immaginare possa essere un giapponese. Ma il suo lavoro è fantastico; è come se un se un pezzo dell’universo sia stato preso da qualcuno e messo nella materia e continui a vivere. Il suono diventa materia, secondo la sua concezione. Il lavoro di Matsuyama è ispirato alle teorie di Kandinsky “il colore è suono interiore”, ma rivela anche una connessione profonda con la cultura orientale. Le creazioni di Matsuyama lo Shin-on” o “il suono delle cose” partono dalle sue intuizioni filosofiche, ed è propio il suono che le origina e le esprime nello stesso tempo. L’artista giapponese ricorda con il suo pensiero ed il suo lavoro che tutto è Shin-on e le sue opere sono la materializzazione visibile di questa idea. Le sue opere quindi sono natura viva e con la natura Matsuyama stabilisce una relazione che unisce opera a composizione sonora per cui una si riferisce e  suggerisce inevitabilmente l’altra. Le superfici delle sue opere (carte filigranate sovrapposte ma anche vetroresina nelle ultime creazioni) racchiudono il suo segno e sono ricche nei materiali e nella forma e nelle eco che risuonano nel profondo del nostro essere.

img_2604Una breve presentazione dell’artista

Shuhei Matsuyama nasce a Tokyo nel 1955. Dopo aver terminato gli studi all’Accademia di Belle Arti della sua città natale, si trasferisce in Italia nel 1976 per seguire i corsi dell’Accademia d’Arte di Perugia. Nel 1991 arriva a Milano e inizia un’intensa attività espositiva che porta le sue opere in giro per il mondo, da Venezia a Tokyo, da San Francisco a New York.

Di particolare importanza sono le 5 mostre SHIN-ON presentate a Venezia in un arco di 10 anni in coincidenza con la Biennale di Venezia. In Francia le sue opere sono state usate per la copertina del programma annuale del Conservatoire de Paris. Anche lo spazio pubblico è stato e continua ad essere una parte importante della sua attività. Opere principali sono la scultura colonnare alta 5m a Hakata, Giappone, e la fontana in mosaico a Rieti. In oltre le sue opere sono state usate anche come allestimento in uffici prestigiosi, alberghi, appartamenti e ristoranti, come nella president suit room della Four Seasons Hotel in Arabia Saudita.

Uomo tra due universi, orientale ed occidentale, fonde insieme l’esperienza pittorica con quella spirituale creando opere che sintetizzano due espressioni: pittura e suono per la stimolazione dei sensi.

Presentandosi in una delle sue interviste ha detto: << Qui (In Italia) ho appreso molte cose nuove che hanno giovato al mio spirito, come dicono gli amici, ma devo al Giappone l’esperienza e lo stimolo che mi consentono di esprimermi con gioia nella vita, che altro non è se non arte. Proprio la gioia credo sia la cosa più importante nella vita e la si può ottenere solo con la temperanza. In questo caso si condurrà una vita semplice, quindi creativa, dove fra il prendere e il dare esiste un perfetto equilibrio, perché, se così non fosse, il dislivello porterebbe l’uomo all’infelicità.

L’artista (l’uomo) deve essere libero e ciò è possibile solo conoscendo molte cose. Voglio, per questo, vedere, provare, toccare tutte le cose per restituirle poi nel grande capolavoro di ogni artista. Commuoversi, avventurarsi e poi esprimere se stessi non è altro che immergersi nell’arte ma, per il fatto che la conoscenza non si esaurisce nel presente, bisogna guardarsi dalla passività e dalla staticità: solo guardando avanti lo spirito può giungere alla maturazione. >>

 

Matsuyama è un sostenitore del ruolo della Public Art verso la familiarizzazione con l’arte, per il coinvolgimento e la “co-partecipazione” di chi ne fruisce e per l’annullamento dei confini fra l’artista e il pubblico. Vede l’arte, ed in particolare la Public Art, al servizio dell’umanità, che ne trae un miglioramento della cultura, della sensibilità, della serenità e, in senso più ampio, della vita.

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